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C’è un futuro ecologico per lo smaltimento e il riciclaggio dell’eternit ?

Geo ospita il Prof. Norberto Roveri, professore ordinario di chimica generale ed inorganica dell’Università di Bologna, per parlare delle soluzioni oggi possibili per lo smantellamento e smaltimento dell’amianto e dell’eternit. Quali sono i passi per eliminarlo senza correre rischi? Quanto costa? C’è un futuro ecologico per il suo smaltimento e riciclaggio?

Amianto e siero di latte, se fatti interagire tra di loro con un’innovativa tecnologia, possono essere eliminati e produrre materie prime commercializzabili senza dare alcun tipo di scarto. Artefice di questo circolo virtuoso, che rende inerte un rifiuto estremamente pericoloso per l’ambiente e la salute, è la Chemical Center, spin-off del dipartimento di chimica dell’Università di Bologna. Il metodo di «trasformazione di manufatti cemento–amianto con siero di latte esausto» che ha messo a punto è composto di due fasi.

DUE FASI – «La prima avviene a temperatura ambiente in un reattore in vetroresina dove vengono poste una tonnellata di eternit (cemento + amianto) e 10 tonnellate di siero di latte: dalla loro reazione si libera CO2 e si producono acqua, ioni calcio e fibre di amianto che si depositano sul fondo», spiega dice Giovanni Viola, amministratore unico di Chemical Center. «Le fibre sono protagoniste della seconda fase che avviene in quattro ore a una temperatura di 150–180 gradi e produce una soluzione di ioni metallici recuperabili per via elettrochimica e fosfati, silicati e batteri morti utilizzabili come fertilizzanti», aggiunge Viola, intervenuto all’Italian Forum on Industrial Biotechnology and Bioeconomy (Ifib) tenutosi di recente a Milano.

UN PROCESSO REDDITIZIO – Ci si sbarazza dell’amianto e si guadagna in più qualcosa. Tolti i costi di ammortamento, energia e manodopera, l’intero processo rende 9 mila euro netti per distruggere una tonnellata di questo silicato idrato di magnesio che per le sue caratteristiche è stato largamente usato nel decenni scorsi nell’edilizia. La legge 257 del 1992 vieta in Italia estrazione, produzione e commercializzazione dell’amianto e obbliga le Regioni a dotarsi di un piano di decontaminazione, data l’enorme mole di dati scientifici che lo reputano causa del mesotelioma maligno della pleura. Una responsabilità che lo ha fatto bandire anche da tutta Europa.

Fonte: www.corriere.it

Il Prof. Norberto Roveri, professore ordinario di chimica generale ed inorganica dell’Università di Bologna, ha brevettato questo sistema, riesce poi a ricavare dall’Eternit : magnesio, fertilizzanti e materiale per l’idropittura.

LA FRIULANA COSTRUZIONI SI AGGIUDICA L’ESCLUSIVA PER LO SVILUPPO DEL BREVETTO CHE TRASFORMA L’AMIANTO IN MATERIA PRIMA RIUTILIZZABILE

la Friulana Costruzioni Srl di Sedegliano la titolare del contratto di esclusiva recentemente sottoscritto con Chemical Center Srl di Castello d’Argile (Bo) per lo sviluppo del brevetto che permetterà di eliminare la tossicità delle fibre di amianto mediante disgregazione e reazione idrotermale con altri prodotti. Sono in fase di avvio gli studi preliminari e di laboratorio per la successiva progettazione dell’impianto, questo il primo passo per trasformare un processo rimasto finora sperimentale in un innovativo brevetto industriale dagli straordinari benefici per la collettività: rendere inerte un rifiuto pericoloso.

Leggi l’articolo : http://friulanambientale.it/la-friulana-costruzioni-si-aggiudica-lesclusiva-per-lo-sviluppo-del-brevetto-che-trasforma-lamianto-in-materia-prima-riutilizzabile/

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