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Diritto allo studio: la mia lotta insieme a Sara Kadiri

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Il 18 Luglio 2013 mi strabuzzarono gli occhi di fuori: il nuovo Bando decretato dall’E.R.S.U., Ente regionale che per denominazione dovrebbe, ripeto dovrebbe, tutelare il diritto allo studio, aveva appena tagliato fuori migliaia e migliaia di studenti!! Perché?? L’Ente e il nuovo bando non ci ritengono più meritevoli. Secondo infatti le nuove disposizioni del Bando di corso 2013/2014, viene di fatto escluso lo studente che ha perso un solo anno nella sua carriera, anche per un solo credito. Le nuove norme sanciscono che il merito, rilevato sui crediti conseguiti dallo studente, sia calcolato dall’anno di immatricolazione e non dall’anno di corso cui lo studente è iscritto, come peraltro avveniva fino allo scorso anno.Il Bando di concorso 2012/2013 prevedeva che lo studente che avesse perso un anno, e dunque ripetente, per conseguire il merito necessario al concorso per le borse di studio e i servizi abitativi, dovesse ottenere 10 CFU, per ogni anno perso, in aggiunta a quelli richiesti allo studente in corso e in regola con la carriera del proprio corso. L’Ente, non tenendo in considerazione che in facoltà e corsi dall’elevata difficoltà didattica come Giurisprudenza o Ingegneria, perdere un anno equivale ormai a prassi. Siamo stati moralmente “calpestati”, nessuno e specialmente i Rappresentanti E.R.S.U.,eletti per curare gli interessi di noi studenti, ci hanno avvisati. Di colpo ci siamo ritrovati senza posto letto, senza tesserino mensa e senza borsa di studio, come se i libri fossero poco cari, il costo della vita diminuito e gli affitti regalati!!! Pochi giorni dopo fondai un gruppo su facebook: << ESCLUSI DAL BANDO DELL’E.R.S.U 2013/2014>> a cui aderirono tanti rivoluzionari da tastiera ma pochi seriamente intenzionati (più di 850 membri), di questi SOLO 25 si sono presentati all’incontro con l’avvocato per proporre il ricorso al T.A.R. Mi fa tanti rabbia sapere che gli studenti non sono più in grado di indignarsi, ci stanno togliendo diversi servizi, le tasse aumentano e noi glielo lasciamo fare. Più che la mancata partecipazione delle Associazioni Universitarie, che sono state latitanti, mi rattristano i cortei di liberi studenti che non ci sono stati.
Dopo vari incontri (e dunque spese a nostro carico, si nessuno ci regala niente!) con l’Ufficio Assegnazioni, abbiamo proposto all’Ingegnere Sciuto (Dirigente area assegnazioni) quantomeno di “riaprire” il bando per i migliaia di ESCLUSI ai fini dell’assegnazione del posto letto e tesserino mensa. A distanza di tempo, lo stesso ha mantenuto la parola data, fino al 29 Novembre è possibile inviare la domanda di partecipazione. Un amaro beneficio: il secondo pasto la pagheremo a seconda della fascia ISEE e avremo i posti letto SOLO SE ne avanzeranno. Comunque ce lo siamo conquistati a suon di discussioni e non di meno tramite il ricorso che una quindicina di ragazzi, su mia iniziativa, abbiamo proposto al T.A.R che purtroppo, argomentando su un discrezionalità dell’ente, lo stesso ha rigettato. Vi chiederete:” ma i Rappresentanti E.R.S.U.??’Le Associazioni studentesche?” Soltanto il Collettivo di Scienze Politiche e il Collettivo Sdai si sono fatto vivi nella lotta. Associazioni Universitarie, Ars e tutto il resto, vi hanno solo agevolato le entrate in discoteca piuttosto che tutelare quello per cui vantate un vero e proprio diritto: LO STUDIO! Quindi che nessuno si prenda i meriti per ciò che non ha fatto e di cui non si è minimamente interessato. Ringrazio profondamente il Rappresentante di Dipartimento di Matematica e Informatica, che senza conoscermi ha immediatamente sposato la causa:Daniele Oliveri, in questa battaglia è stato al mio fianco dal primo all’ultimo giorno; e coloro i quali sono venuti agli incontri e hanno proposto con noi ricorso al T.A.R. contro il bando che di diritto allo studio non ha proprio niente! Daniele Oliveri ci ha poi aggiornati sull ‘incontro che si è tenuto nel palazzo dell’Università di Catania, il cui tema era :”Finanziamento statale delle residenze universitarie: bilancio e prospettive”.Riporto dio seguito il suo intervento:” Dopo che i prof. di Roma, Giuseppe Catalano e Adolfo Baratta, hanno illustrato in modo utopico le prospettive dell’università, e dopo che il Presidente dell’Ersu Alessandro Cappellani parla di priorità scegliendo il tema alloggi come prioritario.. Mi sono permesso di fare le mie considerazioni facendo luce sul fatto che da anni l’Università di Catania (Vecchia amministrazione Recca) e l’Ersu, piuttosto che costruire nuove residenze aprendo cantieri di lavoro si è preferito pagare delle somme esorbitanti (vedi l’affitto ex hotel costa) chissà perché.. e che i costi di gestione delle residenze sono quasi il doppio delle residenze che si trovano in altre luoghi. Poi ho ricordato che il tema urgente a cui far fronte è la modifica di un bando che taglia fuori i ripetenti con qualsiasi reddito essi siano, quindi lo studente si trova in una situazione che per mantenersi gli studi deve lavorare a nero in qualche locale di Catania… Ho detto che l’Ingegnere Sciuto, anche lui presente e accomodato nel pubblico, ci ha fatto delle promesse e si è parlato di un decreto legge mentre l’ultima norma relativa al diritto allo studio risale al 2002/2003 e che quindi il bando, scopiazzato da quello di Palermo, è stata una scelta dell’ente. Infine a preso parola l’Ingegnere Sciuto promettendo che i termini per i benefici si riapriranno per i ripetenti e che sarà data la possibilità del pasto gratis, dell’alloggio e se ci riesce l’esenzione della seconda tassa, che il bando il prossimo anno sarà cambiato non toccando più chi è ripetente da un solo anno. Io ho risposto : Vedremo.”
Nonostante tutto abbiamo dimostrato come 30 persone attive, semplici studenti, riescano ad ottenere qualcosa . Ormai è risaputo l’università deve diventare un lusso, ora sta a noi permetterlo o no. Sara Sadia Kadiri.

Qui L’articolo pubblicato da Ctzen:

http://ctzen.it/2013/11/19/ersu-ancora-polemiche-per-il-bando-2013-in-certe-facolta-essere-ripetenti-e-la-norma/

«Siamo stati moralmente calpestati. Nessuno, specialmente i rappresentanti Ersu, eletti per curare gli interessi di noi studenti, ci ha avvisati. Di colpo ci siamo ritrovati senza posto letto, senza tesserino mensa e senza borsa di studio, come se i libri fossero poco cari, il costo della vita diminuito e gli affitti regalati». Non usa mezzi termini Sara Sadia Kadiri, studentessa diGiurisprudenza dell’ateneo catanese, nel descrivere la situazione venutasi a creare con il nuovo bando dell’ente regionale per il diritto allo studio. Quest’anno, infatti, gli iscritti che hanno ripetuto almeno un anno sono rimasti fuori da qualsiasi graduatoria. Nonostante il basso reddito. «Non abbiamo nemmeno potuto fare la domanda», precisa Kadiri. Dopo le proteste scoppiate subito dopo la pubblicazione del bando e un ricorso al Tar, che però è stato rigettato, l’ente ha concesso agli esclusi un pasto al giorno e la possibilità di entrare in lista per l’assegnazione dei posti letto rimasti vacanti. «Non era questo l’obiettivo che volevamo raggiungere – afferma Daniele Oliveri, rappresentante del dipartimento di Matematica e informatica – ci hanno dato solo le briciole». «Sono condizioni insoddisfacenti – gli fa eco la collega – almeno la cena dovremo pagarla ed è impossibile che avanzino dei posti letto. Borse di studio? Nemmeno a parlarne».

La studentessa è stata la capofila della protesta e a ferirla, oltre all’assenza dei rappresentanti degli studenti, è stato lo scarso interesse dimostrato dai colleghi. «Negli anni passati l’Ersu riceveva 13mila domande; quest’anno ne sono arrivate seimila in meno». Un numero che a grandi linee combacia con quello degli iscritti all’ateneo incappati nello sbarramento imposto dall’ente. «Abbiamo presentato il ricorso al Tar in 15 e la maggior parte di noi ha usufruito del gratuito patrocinio. Sarebbe bastato che si unissero in cento», afferma delusa da quelli che chiama «rivoluzionari da tastiera» che si sono limitati a entrare nel gruppo Facebook creato per raccogliere gli esclusi.

«Ci sono facoltà, come Giurisprudenza, in cui è normale perdere un anno», spiega Sara Sadia Kadiri. «Io ho non ho passato un anno per pochi crediti, poi ho ripetuto e non ho presentato la domanda di borsa di studio – prosegue – Ma mi sono rimessa in pari e ho colmato anche la penalità di dieci cfu richiesta dal precedente bando per i fuori corso». Una carriera macchiata dalla semplice ripetizione di un anno. «Adesso sono al terzo anno, a queste condizioni fino al quinto posso sognarmi una borsa di studio!».

Quello che gli studenti chiedono – e che i vertici dell’Ersu pare abbiano promesso – è il ripristino delle precedenti condizioni di accesso ai benefici. Quella attuata quest’anno per Daniele Oliveri è «una meritocrazia che ignora la reale situazione degli iscritti». Una decisione difficile da comprendere e che non è dipesa da un diverso budget, dato il maggiore stanziamento di fondi da parte della Regione«Così non si garantisce il diritto allo studio», conclude il rappresentante. Sempre più amareggiata è anche Kadiri. «Chiederei ai seimila rimasti esclusi se non gli servono quei contributi. Io ne ho bisogno». Anche se rientrasse fortunatamente in graduatoria per gli alloggi, avrebbe comunque da affrontare le spese di un pasto al giorno, senza poter contare sulla borsa di studio per sopperire a tutte le altre spese. «Così istigano il lavoro nero – afferma provocatoriamente – Se prima cercavo di non acquistare libri fotocopiati e materiale di seconda mano, adesso lo farò anche per le materie più importanti».

Un ringraziamento a Ctzen che come sempre riporta le notizie senza veli.

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