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Siamo diversi?

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Scrivo questo mio pensiero con molta angoscia, le critiche e gli insulti rivolti ai nostri fratelli venuti da terre lontane, che in questi giorni hanno protestato in maniera aggressiva o meno, mi hanno veramente turbato.
Noto come la gente a forza di essere circondata dal benessere materiale, e resa schiava da un materialismo non naturale, abbia perso di vista valori come la comprensione, la sensibilità e la capacità di ascolto. Guai a toccare ogni forma di bene materiale, soprattutto quando si chiama “moneta”. Eh già, i soldi… per quelli si arriverebbe a far di tutto, vendere un fratello, calpestare un figlio, abbandonare una madre, tutto…
A forza di pensare continuamente a quello che possediamo, abbiamo perso di vista ciò che siamo… proprio così, ci siamo dimenticati di essere uomini, prima di qualsiasi altra cosa, e che aldilà dei tratti somatici e del colore della pelle, siamo tutti uguali, umani, fatti di carne ed ossa.
Ma soprattutto abbiamo perso la consapevolezza che in realtà non esiste un italiano o un siriano, ma esiste un uomo… quell’uomo che aldilà del luogo in cui è stato concepito, o ha vissuto la sua vita fino ad oggi, si è solo ritrovato ad abitare un angolo di mondo lontano dal nostro solo geograficamente, e che qualunque nome porti, è sempre stato scelto da altri uomini solo per potersi orientare.
Siamo tutti uguali, abbiamo tutti il diritto di vivere e di far vivere…
Uomini che scappano dalla loro terra lasciando ogni cosa, per non respirare più la paura, per poter provare a sognare, per non veder più morire amici e familiari, scappano da terre dilaniate e violentate ogni giorno, eppure sono così forti da andare alla ricerca della vita, di una vita forse più pura della nostra, fatta di libertà e pace, e non di materialismo, o di un fantomatico “potere” che l’uomo cerca a tutti i costi di aggiudicarsi.
Cercano la libertà di poter camminare a testa alta respirando il profumo della vita, la libertà di poter
accudire le creature che hanno dato alla luce, la libertà di mantenere quella luce nei loro occhi per sempre e di sentire il calore dell’amore che solo una famiglia può dare.
Noi persone che abbiamo avuto veramente tutto da questa vita, per quanto possiamo sforzarci non possiamo mai capire gli occhi sofferenti di chi ha visto morire la propria famiglia e sentito i brividi del gelido vento della morte.
Io ho visto la luce e posso guardarla quando voglio, posso fare a meno della paura, posso chiudere gli occhi e non pensare più a niente, posso camminare fin dove mi pare e scegliere insieme alla mia compagna la terra dove far nascere e crescere felici i nostri figli regalandogli una vita degna di essere definita tale…
Ma allora mi chiedo, chi è veramente diverso? E in cosa poi?…. sono loro? o sono io?

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